EL GANBARETOL VALLADA

postato su 7 Maggio 2019
Posizione Vallada Agordina
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Stato Aperto adesso
EL GANBARETOL VALLADA
El Ganbaretol si trova a Vallada Agordina, al centro del paese in frazione Sachet 59.
Al suo interno trovi alimentari, giornali, bombole gas, tabacchi, libri , cartoleria e molti prodotti locali.
El Ganbaretol -il folletto delle foreste- di Laura Simeoni
La Valle del Biois e’ la piu’ bella del mondo. Lì c’è casa mia. Quando apro i balconi verdi nella piccola baita del bosco vedo le cime candide delle montagne. Tutto attorno ci sono delle rocce che diventano rosa di sera, quando il sole le illumina: sono le Dolomiti e la mia casetta bella sta proprio in mezzo: tra la cima più alta, la Marmolada, il Monte Civetta e le Pale di San Martino. Mi chiamo Ganbaretol e sono il folletto delle foreste. Ma so anche arrampicarmi sulle rocce chiare, scendere con le zattere lungo il fiume o saltellare di roccia in roccia lungo tutta la Valle, dal passo di San Pellegrino fino a Cencenighe. Non vado spesso in paese, a Canale d’Agordo o Falcade, perchè gli uomini quando mi vedono mi prendono in giro: il mio bel vestitino di panno rosso è sempre stracciato e mi tocca rappezzarlo come posso. Ma non è colpa mia se devo saltellare giorno e notte da un abete all’altro, tra pini e larici del grande bosco per controllare che sia tutto in ordine. Gli aghi delle conifere mi rovinano la giacchetta e i pantaloni ma dall’alto riesco a vedere bene ogni cosa. Lo confesso: sono curioso e mi diverte osservare gli animali del bosco: corvi e scoiattoli, pettirossi e topolini, cervi e cerbiatti. Ma ciò che amo di più è seguire gli uomini che tagliano la legna o coltivano la terra. Qualche volta rubo loro la sega o la vanga, così per scherzare. Poi per farmi perdonare li aiuto a finire il lavoro. Dicono che sono bravissimo a seminare i campi perchè ho pazienza e so scegliere i terreni migliori. Cercar di fermarmi non serve a nulla. sono testardo. L’unico modo per arginare la mia irrefrenabile voglia di scherzare è non badarmi per nulla. Come ha fatto quel tale Celentone con il mio pro-pro-pro zio. Era il 720 dopo cristo e quell’uomo, un buon soldato cristiano, stava scappando dai longobardi, cercando rifugio nelle nostre montagne. Arrivato a Vallada Agordina ne rimase incantato e decise di costruirci una chiesa. Ma non fu facile: il mio antenato gli diede filo da torcere facendogli sparire tutti gli attrezzi. Celentone non si perse d’animo, ignorò zio folletto e riuscì a completare la sua opera. Il risultato piace anche a me: una bella chiesetta dedicata a San Simon. Ha un campanile aguzzo e il tetto con le tegole di legno che noi montanari chiamiamo skandole. Dentro ci sono dei dipinti bellissimi che ha fatto un pittore trevigiano amico di Tiziano, il Paris Bordone.




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