"Ponta e Mazot" Museo all'aperto "Gli scalpellini di Cencenighe"

Agordinodoverinasconoledolomiti

Museo all’Aperto
“Gli scalpellini di Cencenighe”

Testo di Elisa Manfroi Foto Ylenia Vassere

Pochi di voi lo sanno, ma a Cencenighe è possibile visitare un museo a cielo aperto: Gli scalpellini di Cencenighe.
Nei tempi antichi i cosidetti “Taiapiera” (tagliapietra) salivano nelle zone di estrazione della pietra, con una slitta particolare e robusta (chiamata in dialetto “Koco (si legge kocio), preparavano blocchi per poi lavorarli con maestria, utilizzando gli strumenti del mestiere “ponta e mazot” (scalpello e piccola mazza).

A opera terminata, gli scalpellini tornavano a valle, trasportando l’opera/e con la slitta.

foto Elisa Manfroi

Gli scalpellini davano vita alla pietra creando, sia utensili per uso domestico (famoso “el larin” o focolare, recipienti, pestini per orzo) che materiale edile come pavimentazioni, gradini, architravi e davanzali. Gli scalpellini erano famosi anche per la costruzione delle fontane: ogni frazione del paese di Cencenighe ne aveva una, di forme diverse, quasi sempre rettangolari, caratterizzate dall’incisione dell’anno di realizzazione. Tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, la bravura degli scalpellini di Cencenighe arrivò fino ai paesi vicini, tanto che vennero chiamati a contribuire alla realizzazione delle statue del giardino di Villa Crotta-De’ Manzoni, ancora oggi visibili ad Agordo.

LE PIETRE

Le pietre utilizzate dagli scalpellini provenivano da due localita’ diverse: dalla frazione di “Roncaz”, oggi scomparsa probabilmente a causa di una frana, nella valle del Torrente Torcol e dai “Mesaroz”.

La zona dei Mesaroz si trova ai piedi del Monte Cima Pape (in dialetto Spiz de la Cros), sulla destra orografica del torrente Biois ed è costituita da massi originatisi da una frana di circa 10000 anni fa, ancor’oggi visitabile in quanto meta di arrampicatori della Falesia-Mesaroz; la zona è tutt’ora raggiungibile (anche dopo “Vaia”) dal centro di Cencenighe ( salendo a sinistra prima del ponte sul Biois seguendo le indicazioni per la frazione di Bogo).

Museo all’Aperto
Gli scalpellini di Cencenighe
via XX settembre
32020 Cencenighe Agordino

Interessante libro sull’argomento: “Sulle tracce degli scalpellini” di Luisa Manfroi
ordinabile : http://www.campedel.it/schede/252037.PHP

Il libro Falesie dell’Agordino – Dolomiti seconda edizione
Dove trovarla?
Clicca qui: https://www.agordinomeravigliosedolomiti.it/guida-delle-falesie-dellagordino

Vi piacerebbe visitare altri musei tra le Dolomiti ? Visitate la nostra pagina dedicata ai musei dell’Agordino -> Musei arte e cultura in Agordino

lascia il tuo commento