RAIMONDO CONEDERA: UN AGORDINO SCONOSCIUTO AGLI AGORDINI MA FAMOSO PER LE SUE INVENZIONI.

a cura del Prof. Alberto Bertini

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L’Istituto Minerario Follador di Agordo, famoso per aver diplomato periti minerari che si sono fatti valere in varie parti del mondo, è una scuola che in 150 anni di vita ha fatto conoscere anche la bravura e le competenze dei suoi allievi originari dell’Agordino.

Tra questi merita di essere ricordato Raimondo Conedera, un perito minerario sconosciuto a molti ma famoso nell’ambito della ricerca mineraria per aver inventato un metodo che da lui prende il nome che porta ad una maggior produzione di rame ricavato dai minerali estratti.

Raimondo era nato il 7 marzo 1859 a Ponte Alto e conseguì il diploma di perito minerario presso l’Istituto Minerario di Agordo dove si distinse per il suo impegno scolastico. Diplomatosi si trasferì a Massa Marittima in Toscana dove divenne direttore delle miniere dell’Accesa, della Fenice e delle Capanne Vecchie che diresse per circa trent’anni. A causa della carenza di rame che venne a crearsi in seguito alla coltivazione non accorta dei materiali estratti, Conedera mise a punto un sistema che, tramite torrefazione, lisciviazione e cementazione delle soluzioni ottenute su materiali ferrosi, portava ad un arricchimento del tenore in rame da estrarre.

Il procedimento, in maniera molto semplificata, consisteva in cinque fasi: Roste e torrefazione, lisciviazione artificiale, cementazione, lisciviazione naturale e fusione.

Grazie a Raimondo l’industria mineraria toscana attraversò un periodo florido e felice.

Le Roste di Boccheggiano

Percorrendo oggi la strada che da Siena porta a Massa Marittima a Boccheggiano, in totale stato di abbandono e sommerse da vegetazione lungo il fiume Merse, sono visibili le Roste, enormi accumuli di materiale rossastro di scarto delle miniere che, dopo l’acquisizione del metodo Conedera, iniziarono a produrre rame in grande quantità.

Si spera che questo geosito toscano venga recuperato al meglio per far conoscere l’opera di Raimondo Conedera alla gente.

Grazie al metodo dell’agordino lavorarono nella miniera di Boccheggiano circa 300 dipendenti e la miniera di rame divenne la prima in Italia fino a chiudere definitivamente nel 1908. Raimondo Conedera fu nominato poi Cavaliere del Lavoro per avere ideato un processo per la produzione diretta del solfato di calcio. Nel 1906 tornò nella sua Agordo dove diresse le miniere di Valle Imperina fino al 1917, anno in cui in seguito alla ritirata di Caporetto, vennero fatti saltare i ponti dell’Agordino.

Negli ultimi anni prima della morte, avvenuta a Cesena dove dirigeva le Raffinerie di zolfo il 17 giugno 1925 , riuscì anche a brevettare un sistema per l’ottenimento per la fertilizzazione del suolo. Un uomo semplice ma geniale, un uomo al quale l’Agordino deve molto per le sue invenzioni che hanno portato il nome di Agordo in giro per il mondo.